Ospedale: se non c’è acqua per bere?

Riceviamo la prima segnalazione e volentieri pubblichiamo. Abbiamo omesso alcuni dati per non incontrare problemi di tipo legale:

Quest’anno sono stato ricoverato presso l’Ospedale XXXXXXXXXXX di Roma due volte. Fortunatamente  non avevo mai avuto necessità di rivolgermi alla sanità pubblica e quindi per me è stata un’esperienza nuova. Lo confesso: seppur in difficoltà ero molto prevenuto.

Devo riconoscere, invece, che ho trovato un ambiente positivo, medici preparati, disponibili e umani, seppur costretti a lavorare in situazioni veramente difficili. Anche il personale paramedico è stato veramente umano e disponibile. Ancora oggi vorrei ringraziarli uno per uno.

Non me lo aspettavo.

Fino a qui non capivamo il motivo della missiva. Da qui le osservazioni interessanti:

Il motivo per cui vi scrivo non è questo. Nei giorni che ho trascorso in ospedale ho notato due dettagli che mi hanno lasciato molto perplesso:

Pasto ospedale

Pasto ospedale

Il primo era riferito ai pasti. Come è possibile che un ospedale possa somministrare pasti di così bassa qualità? Capisco che non si possano pretendere  delizie per il palato, ma che almeno siano commestibili. Più di una volta tutto il pasto consegnato era immangiabile! Non parlo di gusti o di raffinatezze: parlo di commestibilità! Come è possibile che delle patate lesse abbiano un sapore disgustoso? Perché preparare della lasagna (in un ospedale) che appena aperta ha un odore di fogna intasata?

Spesso le uniche cose mangiabili, per chi era fortunato, erano quelle in scatola (formaggi e simili) e la frutta. Come è possibile che nessuno si renda conto, controlli, verifichi? Eppure chi fornisce quei pasti ha vinto una gara, ha un capitolato da rispettare.

Un altro dettaglio a cui nessuno ha saputo rispondere: con il pasto non veniva consegnata nessuna bevanda. Niente acqua! Ora capisco la spendig rewiev ma almeno una bottiglina d’acqua da discount?

Il secondo aspetto erano le pulizie:

Chi decide come si pulisce un reparto? Chi controlla? Le pulizie consistevano normalmente nel passare una sorta di spazzolone per dare una spolverata e  successivamente passarne uno “bagnato” per lavare. Passaggi rapidi e approssimativi che lasciavano un velo appiccicaticcio per terra e che dopo qualche minuto dava al pavimento un aspetto di calpestato e di sporco. Ma si fanno così le pulizie? E anche nei bagni non andava meglio! Anche in questo caso chi deve controllare?

Possibile che una struttura che riesce a dare una assistenza sanitaria di alto livello deve scadere per queste  fatti?

Ringraziamo l’utente che ci ha scritto e che ha chiesto di rimanere anonimo.

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